Il team che si occupava di Enyo in HP passa a Google

Daniel Giovannetti
25 mag 2012
HP, News

Che Google avesse paura di webOS lo sapevamo tutti, che usassero mosse non proprio etiche anche. Ma da qui a riproporsi come fece con Matias Duarte, ce ne voleva… eppure Google lo ha rifatto: è di oggi la notizia infatti (riportata da The Verge per primi) che circa metà del team che si occupa di Enyo in HP, starebbe migrando a BigG.

Tra le persone coinvolte c’è putroppo anche Matthew McNulty, direttore del progetto Enyo e Ares e altri tool di sviluppo…

Ci tengo a sottolineare che questo tipo di comportamento non è assolutamente eticamente corretto, ma ad oggi sembra funzionare piuttosto bene [forse troppo].

HP comunque ha confermato l’impegno al rilascio, secondo roadmap, di Open webOS a Settembre… rimaniamo in attesa, speranzosi. Di seguito alcune considerazioni personali sulla faccenda…

A questo punto v’è la necessità di fare chiarezza: sicuramente non è positiva questa faccenda. Matthew McNulty e i suoi sono sempre stati un punto fondamentale per webOS (da Mojo a Enyo ecc) non si può certo negare. Sappiamo però che quello che dovevano fare per rendere Open source webOS è stato più o meno fatto. Enyo è stato rilasciato, la beta 2 anche e lo sarà completamente a breve. Anche Matias Duarte fu “reclutato” in Google eppure webOS è andato avanti. Per quanto vogliono togliere pezzi ad HP, questa finirà Open webOS per Settembre. Ora è chiaro che l’hardware potrà esserci come v’è per tutti gli altri sistemi minori.

webOS fa ancora paura agli avversari e questa mossa di Google non fa altro che confermare tale ipotesi.

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3 Commenti

  1. Perdonami, ma dire che Google possa essere preoccupata da webOS mi sembra una sparata piuttosto grossa.

    Lasciamo perdere chi è dalla parte di chi, guarda solo ai numeri: webOS sul mercato non esiste, c’è iOS e Android, poi Windows Phone.

    Parliamo di centinaia di migliaia di dispositivi attivati ogni giorno contro un progetto che FORSE verrà rilasciato a settembre, ma di cui nulla è certo. HP ne ha sparate tante su webOS prima di lasciare che se ne occupi la comunità open, quindi fossi sarei più cauto.

    Riguardo l’etica, non puoi sapere cosa ha proposto Google e cosa avevano in testa gli sviluppatori emigranti da HP.

    Penso sia abbastanza demotivante per uno sviluppatore capace, lavorare su un progetto forse senza meta, soprattutto se sei uno sviluppatore giovane che vuole costruirsi una carriera.

    webOS non offre nulla a questi sviluppatori, come tutti i progetti open source abbandonati a se stessi (prendi una distribuzione Linux random come esempio), prima di raggiungere il successo passano anni, sacrifici, problemi su problemi, con rendite economiche misere, per cosa? 1& di market share?

    Non prendiamoci per il culo dai, Android è un progetto ben più solido, all’orizzonte c’è una possibile (forse?) fusione con Chrome OS, alle spalle c’è Google, un’azienda sana e innovativa, che PAGA.

    E ora dimmi, è veramente scorretto offrire opportunità più concrete, sicure e ben pagate a degli sviluppatori capaci?

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    Daniel Giovannetti Risposta:

    Io capisco perfettamente cosa intendi e approvo l’offerta di lavoro. Ma certo è che se vogliamo che Google diventi la “U.S. Robotics del film Io, Robot” siamo proprio sulla via giusta…

    Quel che voglio dire è che Google se li va a cercare in altre compagnie e non dove dovrebbe, ovvero in giro per il mondo, dove tanti sviluppatori davvero non hanno le risorse… HP le risorse le ha utilizzate male ma le ha: non penso che un Matt McNulty non fosse pagato abbastanza xD

    Poi ovviamente come dici tu non possiamo sapere gli intrallazzi, infatti quelle sono mie opinioni, non fanno parte del compito che spetta a webOS Italia. Sono ben d’accordo su questo.

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    Torakiki76 Risposta:

    Perfettamente d’accordo con Daniel…Google da sempre “ciuccia” risorse a webOS, e un motivo ci sarà………..

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